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Denominazione d'origine

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Friuli Venezia Giulia

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La storia viticola degli ultimi 150 anni in Friuli Venezia Guglia a segnato la tipologia di produzione fino ai giorni nostri. Dapprima l’oidio, seguito nel 1881 dalla peronospora e nel 1888 dalla fillossera, malattie che misero i ginocchio i vigneti della regione. Dopo 40 anni la rinascita s’è basata soprattutto sull’ impianto di vitigni internazionali. Il Friuli Venezia Giulia è principalmente caratterizzato da montagne, colline e circa un terzo da pianure. A nord e ad est ci sono le montagne, quelle del nord sono calcaree e modellate dal carsismo. La pianura è rappresentata da terreni alluvionali permeabili, sabbiosi, arenari, argille, manre e gessi. Il clima è mite lungo il mare e alpino sui rilievi, frequenti sono i forti venti e le piogge. La regione è famosa in tutto il mondo per i suoi grandi vini bianchi, ma sarebbe riduttivo non considerare i rossi. La vasta zona che comprende la D.O.C. Friuli-Grave riesce a produrre vini di buona qualità nonostante sia totalmente pianeggiante, merito dei terreni e delle rese basse. Nella zona collinare dei Colli Orientali del Friuli e Collio sono sopravissuti alcuni vitigni autoctoni scampati al rischio estinzione come: i bianchi ribolla gialla, pignolo, tazzelenghe, picolit e verduzzo friulano da cui si produce il dolce D.O.C.G. Ramandolo; o i rossi refosco dal peduncolo rosso e schioppettino. Il resto della produzione regionale è caratterizzato da altri vitigni quali: i bianchi riesling, traminer, chardonnay, pinot bianco e i rossi cabernet, merlot e pinot nero.

Friuli Venezia Giulia

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  • Denominazione d'origine: Collio D.O.C.
22,00 €

Collio DOC Bianco

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Negli anni ’90 Edi, pur ottenendo grandi successi con il Tocai, scelse controcorrente di produrre un unico vino: il Collio, da sole uve autoctone. All’epoca gli uvaggi erano percepiti come di minor interesse, sebbene storicamente i grandi terroir coltivassero varietà diverse da assemblare per vini più completi. Oggi Kristian prosegue il progetto del padre, unendo le varietà già presenti in vigneto e integrandole con alberi da frutto e animali, creando così un ecosistema ricco di cultivar che arricchiscono l’ambiente.