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Vino Santo, 2018, Trentino DOC
L’antica tradizione di un superbo vino dolce da meditazione...
Brunello di Montalcino DOCG
Ancora oggi, a Col d’Orcia, il Brunello di Montalcino viene invecchiato per 3 anni completi nelle grandi botti di rovere prima dell’imbottigliamento e viene tenuto in cantina 1 anno prima dell’uscita nel mercato.
Collemassari, Riserva 2018, Montecucco DOC
Cuvée di alta qualità dal carattere marcato.
Nosiola, Vigneti delle Dolomiti IGT
I fratelli Salvetta furono fra i primi a riconoscere le particolari caratteristiche organolettiche di questo vino, decidendo già nel 1974 di imbottigliarlo con tappo di sughero, ed oggi il vino Nosiola prodotto con il metodo biologico risulta essere un vino particolarmente strutturato e corposo.
Pinot Grigio, Vigneti delle Dolomiti
Le uve per la produzione di questo vino provengono da diversi appezzamenti sulla collina di Pressano. Una zona esposta alle correnti d’aria fresca che scendono da nord nelle ore mattutine e all’Ora del Garda. Le vigne, coltivate a pergola trentina, crescono su terreni ricchi e profondi dotati di buona fertilità, che imprimono alla varietà un’adeguata vigoria.
Bianchi grilli per la testa, Trebbiano d'Abruzzo DOC
La nostra attività è limitata alla coltivazione di pochi vitigni autoctoni, che amiamo vinificare in purezza per cercare di caratterizzarli come meglio possiamo nel nostro territorio in relazione alle singole annate.....
Giocheremo con i fiori, Pecorino, Abruzzo DOC
Di recente recupero nei nostri territori, il Pecorino è un vitigno autoctono di scarsa produttività e di grande interesse enologico, che sta meritando l’attenzione degli appassionati...
Fuflus, Vallagarina IGT
Fuflus? Un nome strano ed un’etichetta curiosa?
No , vuole essere semplicmente un inno al nostro territorio ed in più un concentrato della storia e dei vini di Vallarom: una storiella curiosa tutta raccantata dall’etichetta e legata al territorio.
Bosco Caldaia, Riserva 2017, Sannio DOC
Il nome Bosco Caldaia proviene dalla località di ubicazione del vigneto nel comune di Castelvenere in cui nell’800 vi era un florido bosco riservato alla caccia ed al legname. Alla fine dell’800 fu completamente disboscato manualmente in seguito ad un attacco di cavallette. Alle famiglie partecipanti al disboscamento, furono assegnate 31 are che furono impiantate con i migliori vitigni autoctoni.

